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Da quando sono mamma, non mi sento più la stessa: Matrescenza e la trasformazione dell’identità femminile

Diventare madre è un’esperienza che ti cambia nel profondo, e madri si diventa giorno dopo giorno, ecco cos’è la Matrescenza. Quel momento in cui stringi tuo figlio tra le braccia per la prima volta segna l’inizio di una trasformazione che va ben oltre l’aspetto fisico: ti senti diversa, e a volte, non ti riconosci più. Molte donne descrivono la sensazione di “non essere più la stessa” e si domandano cosa sia successo alla loro precedente identità. È normale, ma quel senso di perdita può fare male o comunque destabilizzare.

Spesso ci troviamo a confrontarci con emozioni che non ci aspettavamo. Ci chiediamo se siamo ingrati per il dono della maternità, o se forse siamo inadeguate al nuovo ruolo. Pensieri del genere possono suscitare sensi di colpa, portandoci a dubitare di noi stesse come madri. “Sono una cattiva madre se non mi sento felice al 100%?”, ci domandiamo.

La risposta è no. Non c’è nulla di sbagliato in te, e non sei sola. Questo momento di disorientamento fa parte di un processo di trasformazione naturale e potente. È il primo passo verso l’integrazione di una nuova identità, e come ogni cambiamento importante, può essere doloroso ma anche ricco di opportunità.

Cos’è la Matrescenza?

Il termine Matrescenza è stato introdotto dall’antropologa Dana Raphael nel 1973 per descrivere la fase di sviluppo che una donna attraversa quando diventa madre. Proprio come l’adolescenza segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta, la matrescenza rappresenta una transizione altrettanto significativa, in cui la donna si trasforma per accogliere il nuovo ruolo di madre.

Durante questa fase, si vive una vera e propria crisi di identità: la vecchia versione di noi stesse inizia a sfumare, mentre la nuova cerca di emergere. Questo processo può essere accompagnato da intensi cambiamenti ormonali, fisici e psicologici, proprio come accade nell’adolescenza. È un periodo di sconvolgimento, spesso sottovalutato, ma assolutamente naturale e universale. Ogni donna la vive in modo diverso, con più o meno conflitto e fatica, ma è una fase di passaggio che accomuna tutte.

Perché la perdita dell’identità è dolorosa?

Diventare madre comporta una trasformazione profonda, e riconoscere la naturalezza di questo cambiamento è il primo passo per affrontarlo. Tuttavia, perdere parti della nostra vecchia identità può essere doloroso. Ci troviamo di fronte a una nuova versione di noi stesse, mentre quella che eravamo prima sembra allontanarsi. Questo senso di perdita è comune, ma spesso viene frainteso o ignorato.

Il dolore può essere amplificato dal mito della “madre perfetta”, un modello irrealistico che la società ci impone. Ci sentiamo obbligate a essere sempre presenti, felici e in controllo, senza mai mostrare segni di fatica o incertezza. Queste aspettative ci caricano di un peso enorme, facendoci sentire inadeguate quando non riusciamo a soddisfarle.

Inoltre, c’è una dualità emotiva che spesso ci confonde:

  • da un lato, la gratitudine per il dono della maternità,
  • dall’altro, il disorientamento di fronte a chi stiamo diventando.

Sentirsi perse o disconnesse non significa essere ingrati o cattive madri. È semplicemente parte di una fase di transizione, in cui la nuova identità cerca spazio, mentre quella vecchia si dissolve.

La necessità di integrare la nuova identità

Diventare madre non significa rinunciare a chi eri prima, ma integrare quella parte di te in una nuova versione. Accogliere la “nuova me” con curiosità e apertura può trasformare questa fase di crisi in un’opportunità di crescita. La maternità non è solo una sfida, è anche una possibilità di rinascita, di scoprire nuove parti di te e di riscoprire quelle che pensavi di aver perso.

Questa transizione è universale: ogni madre passa attraverso questa fase di integrazione, anche se ognuna la vive in modo diverso. Alcune affrontano il cambiamento con più conflitto e fatica, altre con maggiore serenità, ma ciò che ci accomuna è il fatto che nessuna rimane la stessa. La sfida è accettare questa nuova identità, non come una perdita, ma come una trasformazione che ci arricchisce.

Dall’adolescenza alla maternità: una continuità

C’è un sorprendente parallelismo tra l’adolescenza e la maternità, due fasi della vita che, pur essendo distanti nel tempo, condividono un’essenza comune: il cambiamento radicale dell’identità. Come l’adolescente si ritrova a ridefinire chi è nel passaggio dall’infanzia all’età adulta, la neo madre attraversa una trasformazione altrettanto profonda, che la porta a esplorare nuovi aspetti di sé nel passaggio alla maternità. Entrambe queste fasi sono caratterizzate da crisi identitarie, sconvolgimenti ormonali e un continuo oscillare tra vecchio e nuovo.

Il mio lavoro con le adolescenti mi ha sempre appassionato, proprio perché mi piace accompagnarle nel difficile cammino di crescita e scoperta di sé. Allo stesso modo, lavorare con le neomadri mi ha fatto capire quanto queste due esperienze siano affini: in entrambi i casi si tratta di una fase di sviluppo, di passaggio, e spesso di crisi. La maternità, come l’adolescenza, porta con sé una sorta di “rinascita”, e il supporto durante questi momenti è cruciale.

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Accompagnare una madre a comprendere e integrare la sua nuova identità è importante quanto sostenere un’adolescente nel diventare adulta. Anche una neomamma può avere bisogno di una guida che la aiuti a fare luce su ciò che sta vivendo, a normalizzare i suoi sentimenti e a trovare fiducia in se stessa. Sostenere queste transizioni è un lavoro fondamentale per permettere a chi lo attraversa di non sentirsi sola, di riconoscere che la crisi, in fondo, è una tappa necessaria verso un’identità più solida e consapevole.

La crisi d’identità che accompagna la maternità non è un segnale di fallimento, ma un’opportunità di crescita e trasformazione

Attraverso il processo di matrescenza, ogni donna ha la possibilità di riscoprire se stessa, integrando le parti del proprio passato con la nuova identità che sta emergendo. Questo momento di rottura, di disordine interiore, può essere un terreno fertile per una rinascita.

Il valore dell’auto comprensione è centrale: più siamo disposte a comprendere e accettare il caos interiore che spesso accompagna la maternità, più possiamo navigare questa fase con serenità. Ma altrettanto importante è la condivisione: parlare apertamente delle difficoltà, confrontarsi con altre madri e normalizzare questo passaggio può rompere il muro di solitudine che molte donne sperimentano. 

Non c’è nulla di sbagliato nell’ammettere di sentirsi diverse, di avere paura o di non riconoscersi più. Ogni crisi contiene in sé il seme della trasformazione, e attraversarla consapevolmente è il primo passo verso una nuova versione di noi stesse.

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